Tartaruga terrestre in autunno: cosa fare (e non fare) prima del letargo

Il letargo non si improvvisa: si prepara con settimane di anticipo

Con le giornate che si accorciano, la tartaruga terrestre mediterranea (Testudo hermanni, Testudo graeca, Testudo marginata) inizia naturalmente a rallentare: si muove meno, riduce l’alimentazione e cerca luoghi più riparati.
Molti proprietari pensano che, a questo punto, sia sufficiente “lasciarla fare”. In realtà il letargo, o più correttamente ibernazione, è uno dei momenti più delicati dell’anno: per diversi mesi l’animale dovrà vivere esclusivamente delle proprie riserve. Prepararlo correttamente è quindi fondamentale, così come sapere riconoscere le situazioni in cui è più prudente evitarlo.

Il peso è un indicatore importante

Uno dei primi strumenti utili è una semplice bilancia da cucina. Pesare la tartaruga all’inizio dell’autunno e annotarne il peso permette di valutarne le riserve e, soprattutto, di avere un valore di riferimento con cui confrontare le misurazioni successive. Durante l’ibernazione una lieve perdita di peso è fisiologica. Se però il calo diventa troppo rapido o consistente, può indicare che qualcosa non sta procedendo correttamente e che è necessario valutare l’interruzione graduale del letargo.
Per questo il peso non dovrebbe essere considerato da solo, ma insieme alle condizioni generali dell’animale e alle indicazioni del veterinario.

Digiuno sì, disidratazione no

Nelle settimane che precedono il letargo la tartaruga riduce progressivamente l’assunzione di cibo, fino a sospenderla. È importante che questo avvenga mentre le temperature consentono ancora all’apparato digerente di completare lo svuotamento intestinale: con il freddo, infatti, digestione e metabolismo rallentano notevolmente. Diverso è il discorso per l’acqua, che deve rimanere sempre disponibile.
Una corretta idratazione prima dell’ibernazione è fondamentale. Quando indicato, bagni tiepidi e poco profondi possono favorire l’idratazione e lo svuotamento intestinale e della vescica.

Freddo stabile, non freddo qualunque

L’ingresso nel letargo deve essere graduale. Non basta che “faccia freddo”: servono condizioni ambientali adatte e soprattutto stabili.
 Che l’ibernazione avvenga in giardino o in un ambiente protetto, è importante garantire:

  • temperature basse ma stabili, evitando sia il gelo sia temperature troppo elevate che mantengano l’animale parzialmente attivo;
  • un substrato sufficientemente profondo e leggermente umido, ma mai fradicio;
  • protezione da pioggia, allagamenti, roditori e forti sbalzi termici;
  • la possibilità di controllare periodicamente le condizioni dell’animale e il suo peso senza disturbarlo inutilmente.

Una temperatura troppo alta può infatti mantenere il metabolismo attivo e portare la tartaruga a consumare preziose riserve; temperature prossime al congelamento, al contrario, possono essere pericolose.

Quando è meglio evitare il letargo

Non tutte le tartarughe sono nelle condizioni adatte per affrontare l’ibernazione. Un esemplare sottopeso, debilitato, reduce da una malattia o che presenta sintomi come scolo nasale, occhi gonfi, difficoltà respiratorie o lesioni del carapace deve essere valutato attentamente prima dell’inverno. Anche nei piccoli nati durante la stagione è opportuno decidere caso per caso modalità e durata dell’eventuale letargo, affidandosi alla valutazione di un veterinario esperto.
Un discorso completamente diverso riguarda invece le specie tropicali, come la tartaruga leopardo (Stigmochelys pardalis), che non devono andare in letargo. Quando l’ibernazione non è indicata, la gestione invernale deve prevedere un ambiente controllato, con temperatura e illuminazione UVB adeguate e un’alimentazione corretta per la specie, secondo le indicazioni del veterinario.

Prima del letargo, meglio un controllo

Il letargo è un processo naturale, ma questo non significa che debba essere affrontato automaticamente.
Valutare all’inizio dell’autunno peso, stato di salute e condizioni generali della tartaruga permette di capire se sia pronta per l’ibernazione e quale sia la gestione più adatta durante i mesi freddi. In MyLoVet questa valutazione è seguita dal dott. Marco Berto, medico veterinario che si occupa di animali non convenzionali.

Se hai dubbi sulla tua tartaruga o vuoi sapere se è nelle condizioni giuste per affrontare il letargo, puoi prenotare una visita pre-letargo: un controllo mirato per prepararla all’inverno in modo sicuro e consapevole.

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