Pubblicato: 29/09/2026
Novità
Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione sull’ipertensione felina: un’occasione importante per ricordare che la pressione arteriosa non è un parametro riservato alle persone. Anche i gatti, soprattutto con l’avanzare dell’età, possono sviluppare ipertensione e andare incontro a danni importanti a occhi, reni, cuore e sistema nervoso.
Per questo, presso la Clinica Veterinaria MyLoVet, la misurazione della pressione fa parte della valutazione dei nostri pazienti felini, in particolare dei gatti senior o affetti da malattie che aumentano il rischio di ipertensione.
Che cos’è l’ipertensione felina?
Si parla di ipertensione quando la pressione arteriosa rimane stabilmente più alta del normale. Non è sufficiente, però, ottenere un singolo valore elevato per formulare una diagnosi. Il gatto può infatti avere un temporaneo aumento della pressione quando è spaventato, agitato o sottoposto a contenimento: è il cosiddetto effetto camice bianco, o ipertensione situazionale. In pratica, l’ansia attiva il sistema nervoso simpatico e può far aumentare temporaneamente la pressione, proprio come può accadere a una persona che si trova in ospedale o dal medico.
Nel gatto questo fenomeno può essere particolarmente evidente e rendere difficile distinguere un vero problema di ipertensione da una risposta allo stress.
Per ridurre il più possibile questo effetto, le linee guida raccomandano di misurare la pressione in un ambiente tranquillo, prima di altre procedure e dopo un breve periodo di acclimatamento.
Come misuriamo la pressione?
Purtroppo, la pressione arteriosa del gatto non può essere misurata in maniera attendibile utilizzando un normale apparecchio oscillometrico destinato all’uso umano. Gli apparecchi veterinari devono essere progettati e validati tenendo conto delle caratteristiche del paziente animale: dimensioni più ridotte, frequenza cardiaca diversa, possibilità di movimento e particolare sensibilità alle variazioni dovute allo stress. Nei gatti, inoltre, la precisione della misurazione dipende molto dalla posizione dell’animale, dalla scelta del manicotto e dal suo corretto posizionamento.
Per questo motivo è necessario utilizzare un dispositivo specifico per uso veterinario.
In MyLoVet utilizziamo un apparecchio oscillometrico veterinario di ultima generazione, scelto per l’elevata precisione delle misurazioni.
La procedura viene eseguita:
Normalmente eseguiamo 5-7 misurazioni. Dopo averle raccolte, scartiamo i due valori più devianti e calcoliamo la media delle misurazioni rimanenti. Questo consente di ridurre l’influenza di una singola lettura anomala e di ottenere una valutazione più rappresentativa della pressione arteriosa del paziente. La raccolta di più valori e l’eliminazione delle misurazioni estreme sono procedure raccomandate nella valutazione della pressione arteriosa veterinaria.
Quali valori sono preoccupanti?
La pressione sistolica, cioè il valore più alto rilevato durante la misurazione, viene generalmente interpretata secondo queste categorie:
* Inferiore a 150 mmHg: normale
* Tra 150 e 159 mmHg: borderline (pre-ipertensione)
* Tra 160 e 179 mmHg: ipertensione
* Sopra 180 mmHg: ipertensione grave
Un singolo valore borderline o elevato non deve essere interpretato automaticamente come una diagnosi definitiva. È necessario considerare il comportamento del gatto, le condizioni della misurazione, la presenza di eventuali malattie e, quando opportuno, ripetere il controllo. Le categorie di rischio sono quelle riportate dalle linee guida internazionali per l’ipertensione felina.
Da cosa dipende l’ipertensione?
Nel gatto, l’ipertensione è nella maggior parte dei casi secondaria a un’altra malattia. Le condizioni più frequentemente associate sono la malattia renale cronica, l’ipertiroidismo e il diabete mellito; in alcuni pazienti, l’iperaldosteronismo primario, l’iperadrenocorticismo o il feocromocitoma; molto più raramente, alcuni trattamenti farmacologici o condizioni endocrine specifiche.
La malattia renale cronica è la causa o la condizione associata più frequentemente riscontrata. Il rapporto tra reni e pressione, però, è complesso: la malattia renale può favorire l’ipertensione e, allo stesso tempo, una pressione elevata può danneggiare ulteriormente i reni, instaurando un pericoloso circolo vizioso.
Anche l’ipertiroidismo è una causa importante nei gatti anziani. In una parte dei pazienti ipertiroidei compare ipertensione e il problema può persistere o manifestarsi anche dopo il trattamento della malattia tiroidea: per questo il monitoraggio della pressione non dovrebbe mai essere trascurato. In una percentuale di casi non si riesce a individuare una causa precisa.
Si parla allora di ipertensione idiopatica o primaria. Tuttavia, soprattutto nei gatti molto anziani, è possibile che siano presenti alterazioni renali iniziali non ancora evidenti con gli esami di routine.
Quanto è frequente nei gatti anziani?
La frequenza dell’ipertensione (incidenza) dipende molto dalla popolazione esaminata. Nei gatti apparentemente sani di età superiore ai 9 anni, alcuni studi riportano ipertensione in una percentuale che può arrivare a circa il 13%. Quando, invece, si considerano gatti con malattie concomitanti, la frequenza può aumentare in modo marcato, arrivando in alcuni studi fino all’87%. Le differenze tra gli studi dipendono dai criteri utilizzati, dal tipo di pazienti inclusi e dalla definizione di ipertensione.
Nei gatti con malattia renale cronica, la percentuale riportata è generalmente compresa tra circa il 20% e il 65%; nei gatti ipertiroidei viene indicata, a seconda delle casistiche, intorno al 10-25%. Quest’ultimo dato è molto importante, poiché in passato si credeva erroneamente che quasi la totalità dei gatti ipertiroidei fosse ipertesa. Non è quindi corretto dire che ogni gatto anziano sia iperteso. È però corretto considerare l’età avanzata un importante fattore di rischio e inserire la misurazione della pressione nei controlli periodici.
Che cos’è il target organ damage?
L’espressione target organ damage, spesso abbreviata in TOD, significa “danno agli organi bersaglio”.
La pressione elevata danneggia soprattutto gli organi che ricevono un importante flusso sanguigno o che sono particolarmente sensibili alle variazioni della pressione:
Il danno oculare è spesso quello più facilmente riconoscibile nella pratica clinica. In alcuni casi la cecità compare improvvisamente, ma può essere irreversibile se l’intervento non è tempestivo. Anche quando il gatto sembra stare bene, tuttavia, possono essere già presenti alterazioni a carico dei reni o del cuore, e questo può ingannare anche il più attento dei proprietari!
Perché misurare la pressione al gatto senior?
L’ipertensione felina può rimanere a lungo senza sintomi evidenti. Il gatto continua a mangiare, camminare e interagire con la famiglia, mentre la pressione elevata danneggia lentamente gli organi. Misurare la pressione significa individuare precocemente un problema spesso silenzioso, prevenendo o limitando il danno a occhi, reni, cuore e cervello.
La misurazione della pressione può anche rappresentare il primo passo per scoprire una possibile malattia sottostante, ma è fondamentale anche per monitorare nel tempo i gatti con malattia renale o ipertiroidismo e verificare l’efficacia e la sicurezza della terapia. Le raccomandazioni internazionali suggeriscono di controllare la pressione almeno una volta all’anno nei gatti senior, indicativamente tra 7 e 10 anni, e ogni 6-12 mesi nei gatti geriatrici di 11 anni o più. In presenza di malattia renale, ipertiroidismo, altri fattori di rischio o segni compatibili con danno d’organo, i controlli possono dover essere eseguiti più frequentemente.
Un controllo semplice, ma molto importante
La misurazione della pressione è non invasiva, generalmente rapida e ben tollerata. Per essere realmente utile, però, deve essere eseguita con strumenti appropriati, manicotti della misura corretta, una tecnica standardizzata e un’attenzione particolare allo stress del paziente.
Per questo, in MyLoVet, la pressione viene controllata prima di visitare il gatto o sottoporlo ad altre manipolazioni: vogliamo ottenere un dato il più possibile realistico, non una semplice risposta alla paura dell’ambiente clinico.
Se il tuo gatto ha più di 8 anni, oppure soffre di malattia renale, ipertiroidismo o altre patologie croniche, parla con il veterinario del controllo della pressione arteriosa.
Un gesto semplice può aiutare a proteggere vista, reni, cuore e cervello del tuo compagno di vita.
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