Pubblicato: 09/02/2026
Novità
Quando un coniglio starnutisce o presenta secrezioni nasali, è facile pensare a unr affreddore. In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di pasteurellosi, una delle infezioni batteriche più comuni nei conigli domestici. Se non riconosciuta e trattata in tempo, può cronicizzare e compromettere seriamente la qualità di vita dell’animale.
La pasteurellosi è causata dal batterio Pasteurella multocida, un microrganismoo pportunista che colonizza frequentemente le vie respiratorie superiori. Tra il 50% e il 70% dei conigli sani è portatore asintomatico, senza manifestare segni clinici finché le difese immunitarie restano efficienti.
Il passaggio da portatore sano a soggetto malato avviene quando qualcosa indebolisce il sistema immunitario. I principali fattori scatenanti sono:
• stress (trasporti, cambiamenti ambientali, introduzione di nuovi animali)
• freddo e sbalzi termici
• umidità elevata o scarsa ventilazione
• condizioni igieniche inadeguate o sovraffollamento
• alimentazione sbilanciata
• patologie concomitanti
In inverno il rischio aumenta, soprattutto nei conigli che vivono all’aperto o in ambienti poco protetti.
I sintomi della pasteurellosi variano in base agli organi coinvolti. Nelle forme respiratorie alte compaiono starnuti frequenti, scolo nasale, croste intorno alle narici e zampe anteriori bagnate a causa della continua pulizia del muso.
Se l’infezione interessa le basse vie respiratorie, possono manifestarsi difficoltà respiratoria, respiro rumoroso, letargia e inappetenza.
Il coinvolgimento dell’orecchio medio o interno può causare inclinazione della testa (head tilt), perdita di equilibrio e nistagmo.
Nei casi più gravi la malattia può diventare sistemica, con ascessi, congiuntivite purulenta, infezioni dell’apparato riproduttivo e, raramente, setticemia.
Senza una diagnosi precoce, la pasteurellosi tende a cronicizzare. La rinite cronica può evolvere in polmonite, ascessi o otite interna, riducendo significativamente l’aspettativa e la qualità di vita del coniglio.
La diagnosi non va improvvisata e deve essere affidata a un veterinario esperto in animali non convenzionali (NAC). L’iter diagnostico può includere esame clinico completo, esami citologici e colturali con antibiogramma, radiografie e, nei casi più complessi o cronici, TC o endoscopia.
Il trattamento si basa su antibioticoterapia mirata e prolungata (4–6 settimane o più),associata a terapie di supporto e alla correzione dei fattori ambientali predisponenti. La prognosi dipende dalla tempestività dell’intervento e dalla gravità del quadro clinico.
La prevenzione resta l’arma più efficace e passa attraverso:
• ambiente adeguato (15–21 °C, buona ventilazione senza correnti, umidità controllata)
• igiene regolare della gabbia e della lettiera
• alimentazione corretta, con fieno a volontà e verdure fresche
• riduzione dello stress
• controlli veterinari periodici
È importante contattare il veterinario se il coniglio presenta:
• starnuti persistenti o scolo nasale
• respiro difficoltoso o rumoroso
• zampe anteriori costantemente bagnate
• inclinazione della testa o perdita di equilibrio
• inappetenza o apatia
La pasteurellosi è una malattia seria, ma una diagnosi precoce può fare la differenza.
Presso MyLoVet, il dott. Marco Berto, veterinario specialista in animali non convenzionali (NAC), è a disposizione per visite specialistiche per conigli, diagnosi e trattamento della pasteurellosi, consulenze preventive e controlli periodici.
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