Pubblicato: 19/04/2026
Novità
Con l’arrivo della primavera, molti cani e gatti iniziano a perdere più pelo del solito. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno del tutto fisiologico: il mantello si rinnova e si adatta al cambio di stagione. Una perdita abbondante di pelo può essere normale, purché il pelo che resta appaia sano, uniforme e ben mantenuto.
Il campanello d’allarme non è tanto la quantità di pelo persa, quanto la qualità della cute e del mantello residuo. Se compaiono zone diradate, pelo sciupato, forfora, arrossamento, cute secca o prurito, non si parla più di semplice muta stagionale e può essere presente un problema dermatologico che merita attenzione veterinaria.
Perché la muta è normale
La muta primaverile è una risposta fisiologica dell’organismo ai cambiamenti ambientali. Con l’aumento delle temperature e delle ore di luce, il mantello si rinnova per diventare più adatto alla stagione calda.
Questo processo può essere più evidente in alcune razze, nei soggetti a pelo lungo o negli animali che vivono più all’aperto che in casa, dove luce e temperatura sono più costanti.
È importante ricordare che un animale può anche perdere molto pelo senza che ci sia una malattia in corso. La normalità, però, è che la cute resti sana, non irritata né pruriginosa, e che non compaiano aree glabre o desquamazione marcata.
Quando non è solo muta
La muta non deve essere confusa con un problema cutaneo.
Se il mantello appare opaco, spezzato o rovinato, oppure se si osservano chiazze senza pelo, forfora, arrossamenti o crosticine, è opportuno approfondire.
Anche il prurito non è un segno normale della muta: un animale che si gratta spesso, si lecca in modo insistente o si mordicchia dovrebbe essere valutato.
In questi casi possono entrare in gioco allergie, parassiti, infezioni cutanee, dermatiti da contatto o altri disturbi che richiedono una diagnosi specifica. Intervenire presto aiuta a evitare che il problema peggiori e si complichi.
Spazzolatura: fondamentale, ma con attenzione
Durante la muta è utile spazzolare il mantello molto spesso, perché questo aiuta a rimuovere il pelo morto e a mantenere la cute in buone condizioni.
La spazzolatura va però eseguita nel modo corretto: è importante seguire la direzione del pelo per ridurre il rischio di irritazioni e microtraumi cutanei.
Meglio scegliere strumenti delicati, come cardatori con punte rivestite e atraumatiche, evitando accessori troppo aggressivi o rigidi che possono graffiare la pelle. Una spazzolatura energica ma scorretta può favorire follicoliti e irritazioni, soprattutto nei soggetti con cute sensibile.
Bagni e salviette: utili, ma senza eccessi
Il bagno può essere di aiuto, soprattutto nei soggetti che tendono a trattenere molto pelo morto, ma non va fatto troppo spesso. Lavaggi eccessivi possono alterare l’equilibrio cutaneo e contribuire a secchezza e irritazione.
Anche l’uso frequente delle salviette va limitato: molte contengono detergenti o sapone che non vengono realmente risciacquati, e questo può lasciare residui sulla cute.
Sgrassare troppo la pelle, tramite bagni eccessivamente frequenti o abuso di salviette o shampoo secco, non solo non è utile, ma può essere anche dannoso.
La cute possiede un film lipidico protettivo che aiuta a mantenere l’idratazione e a difendere la barriera cutanea: rimuoverlo eccessivamente può rendere la pelle più fragile, secca e reattiva.
Cosa osservare a casa e quando chiedere un controllo
È consigliabile prenotare una visita se la perdita di pelo è associata a prurito, forfora importante, aree senza pelo, cute secca, arrossata o dolorante, oppure se il mantello appare visibilmente rovinato.
Anche nei casi in cui il dubbio sia solo tra muta normale e problema cutaneo, un controllo può chiarire la situazione.
Le alterazioni dermatologiche non vanno mai trascurate: se si lascia loro il tempo di cronicizzare e complicarsi, infatti, la terapia sarà sicuramente più lunga e complessa.
Alla base di tutto c’è un principio semplice: la muta può essere abbondante, ma non deve lasciare una pelle sofferente o un mantello danneggiato.
Prendersi cura del pelo nel modo giusto aiuta a distinguere la fisiologia dalla malattia e a mantenere il benessere dell’animale.
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