Insufficienza renale nel gatto: cosa fare davvero a casa

Dieta, acqua e monitoraggio del peso

La diagnosi di insufficienza renale cronica non significa soltanto somministrare una terapia prescritta dal veterinario: anche la gestione quotidiana a casa può influenzare idratazione, appetito, peso e qualità di vita del gatto. Le indicazioni, però, non sono uguali per tutti: cambiano in base alla causa della malattia, alle condizioni cliniche e soprattutto alla stadiazione IRIS.

La stadiazione IRIS è fondamentale

Il sistema IRIS suddivide la malattia renale cronica in quattro stadi, sulla base di specifici esami del sangue, delle urine e della pressione. La stadiazione deve essere completata valutando anche parametri clinici come idratazione, appetito e peso e, idealmente, dovrebbe includere la diagnostica per immagini ecografica. La malattia renale cronica presenta infatti livelli di gravità molto diversi fra loro.

La stadiazione IRIS comprende sia gatti in una fase iniziale, senza alterazioni significative degli esami ma con una predisposizione o anomalie renali già evidenti, come la presenza di cisti, sia soggetti con insufficienza renale terminale. Si passa quindi dallo stadio IRIS 1 fino allo stadio IRIS 4, che identifica le forme più avanzate. Per questo motivo, le terapie da effettuare a casa cambiano moltissimo in base alla stadiazione IRIS.

Fluidoterapia sottocutanea, leganti del fosforo, integratori di potassio, antiemetici, stimolanti dell’appetito e altri farmaci non devono essere iniziati o modificati autonomamente: è molto importante seguire le indicazioni del veterinario.

Come favorire l’idratazione

Un gatto con malattia renale tende spesso a produrre più urina e può disidratarsi più facilmente. Il grado di disidratazione varia fra i diversi stadi IRIS, ma si può affermare che favorire l’idratazione spontanea sia sempre un’ottima idea. Lasciare sempre a disposizione acqua fresca è essenziale, ma alcuni gatti hanno bisogno di essere incoraggiati a bere. Offrire più ciotole e provare recipienti diversi è il primo passo, ma esistono anche altri metodi efficaci.

La fontanella: utile e divertente, ma attenzione all’igiene!

Molti gatti preferiscono l’acqua in movimento rispetto a quella stagnante delle ciotole. In commercio esistono diversi tipi di fontanelle, con forme e sistemi differenti, e la scelta varia molto in base ai gusti del gatto: per i soggetti più timorosi è meglio preferire sistemi silenziosi e con un flusso d’acqua delicato, mentre per quelli che già amano bere dal rubinetto e giocare con l’acqua si possono scegliere modelli più dinamici.

L’utilizzo della fontanella può rendere il momento del bere anche più stimolante, incoraggiando così l’assunzione di acqua. Alcune raccomandazioni importanti se si utilizzano le fontanelle:

  • preferire modelli facili da pulire;
  • cambiare spesso l’acqua;
  • effettuare regolarmente la manutenzione dei filtri.

Soluzioni idratanti appetibilizzate

In commercio esistono soluzioni liquide appetibilizzate per gatti, pensate per incentivare l’assunzione di acqua. Possono essere utili soprattutto nei soggetti che bevono poco, ma vanno scelte con il supporto del veterinario: alcune formulazioni possono contenere sodio, minerali o altri componenti non adatti a tutti i pazienti renali.

Un’alternativa semplice, da utilizzare come supporto e non come sostituto dell’acqua fresca o della dieta completa, è una preparazione casalinga:
1. Preparare un brodo utilizzando solo pollo oppure solo manzo.

2. Non aggiungere sale, aromi o spezie.

3. Non aggiungere verdure, soprattutto cipolla, aglio o altri alimenti della famiglia delle Allium, potenzialmente tossici per il gatto.

4. Lasciare raffreddare il brodo e congelarlo in piccoli cubetti per il ghiaccio.

5. Sciogliere un cubetto in una ciotola d’acqua.

6. Offrire questa soluzione una o due volte al giorno.

Il brodo deve essere sgrassato e preparato senza ossa cotte, dado o condimenti. Se il gatto presenta restrizioni particolari o una malattia renale avanzata, è importante chiedere prima conferma al veterinario.

Cibo commerciale secco o umido?

Meglio una combinazione Gli alimenti umidi contengono generalmente una quantità d’acqua molto superiore rispetto agli alimenti secchi. Per questo, quando il gatto li accetta, è preferibile che la dieta non sia composta esclusivamente da crocchette, ma preveda una combinazione di secco e umido adeguata alle sue necessità.
L’alimento umido può essere servito:

  • da solo;

  • insieme a una quota di alimento secco;

  • con poca acqua aggiunta, se il gatto lo accetta;
  • suddiviso in più piccoli pasti durante la giornata.

La priorità resta sempre garantire un apporto calorico sufficiente. Un gatto che mangia poco o rifiuta completamente la dieta prescritta deve essere segnalato rapidamente al veterinario: nei pazienti renali, l’inappetenza prolungata può peggiorare rapidamente lo stato generale.

Non tutte le diete renali sono uguali

Il termine “dieta renale” non indica un unico alimento. Esistono prodotti formulati per fasi diverse della malattia e con differenti livelli di proteine, fosforo, energia e appetibilità. Alcuni alimenti sono destinati soprattutto alla gestione delle forme più avanzate e vengono proposti per gli stadi IRIS 3–4. Utilizzarli in gatti con una malattia renale lieve potrebbe essere controproducente, perché potrebbero favorire la perdita di peso e di massa muscolare.
Altri prodotti, invece, sono specificamente studiati per le fasi iniziali e, se utilizzati in gatti con malattia avanzata, potrebbero non essere adeguati alle loro necessità. È quindi fondamentale condividere con il proprio veterinario la scelta del tipo di dieta renale perché, se è vero che nei gatti nefropatici la dieta rappresenta una delle principali componenti della terapia, è altrettanto vero che non tutti gli alimenti “renal” sono uguali. La dieta va quindi prescritta e rivalutata dal veterinario a ogni controllo, non scelta soltanto in base al nome commerciale.

Il peso è un parametro essenziale

Nel gatto nefropatico, il peso corporeo è uno degli indicatori più utili per capire se la gestione sta funzionando. Una perdita graduale può passare inosservata anche a un proprietario attento, soprattutto nei gatti con pelo lungo o corporatura robusta. Per questo è consigliabile:

  • pesare il gatto una volta alla settimana;

  • utilizzare sempre la stessa bilancia;

  • pesarlo, quando possibile, nello stesso momento della giornata;

  • annotare il risultato su un diario;

  • registrare anche appetito, vomito, feci, assunzione di acqua e farmaci somministrati.

Non bisogna guardare soltanto il numero sulla bilancia: anche la condizione corporea e la massa muscolare sono importanti. Le linee guida sulla malattia renale raccomandano di monitorare peso, massa magra, condizione corporea e apporto calorico per ridurre il rischio di perdita di tessuto muscolare.

Un utile trucco: la bilancia per neonati

Per pesare un gatto a casa può essere molto utile una bilancia da neonati. Questi strumenti, infatti, offrono numerosi vantaggi:

  • sono progettati per essere precisi in un intervallo di peso compatibile con quello del gatto;
  • hanno spesso una superficie ampia e sagomata;

  • sono stabili, quindi il gatto tende a sentirsi meno insicuro;

  • si trovano facilmente anche nel mercato dell’usato;
  • possono essere acquistati a costi contenuti.

È preferibile appoggiare la bilancia su una superficie stabile e pesare il gatto senza forzarlo. Se si agita, si può iniziare premiandolo semplicemente per essere salito sulla pedana, senza pretendere subito una misurazione perfetta.

Un diario semplice può fare la differenza

Un piccolo diario domestico aiuta il proprietario e il veterinario a individuare tempestivamente eventuali cambiamenti. È sufficiente annotare peso, appetito, quantità di cibo assunto, presenza di vomito o diarrea e terapie somministrate. Il veterinario va contattato tempestivamente se il gatto perde peso, mangia meno, vomita, appare abbattuto, beve molto meno o molto più del solito oppure non assume la terapia. Nei pazienti renali, intervenire precocemente consente spesso di correggere più facilmente disidratazione, nausea, inappetenza o altre complicanze.

Terapia personalizzata e compliance

La gestione dell’insufficienza renale cronica deve essere personalizzata: nessun paziente è uguale all’altro ed è fondamentale che terapie e diete siano sostenibili sia per il gatto sia per la sua famiglia, perché si tratta di una gestione che accompagnerà il paziente per tutta la vita. L’obiettivo è allungare il più possibile l’aspettativa di vita del gatto mantenendo una buona qualità di vita. Per riuscirci è fondamentale un dialogo sincero con il veterinario, che può adeguare la terapia alle diverse necessità, evitando per quanto possibile di sottoporre il gatto e i proprietari a uno stress eccessivo e migliorando così l’aderenza al piano terapeutico.

Nota bene: le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono la visita veterinaria, gli esami periodici e le indicazioni personalizzate del medico veterinario.

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